In questi giorni corro poco. E sento già le ventate degli strali lanciatimi dal mio co-founder Matteo. O forse non sono i suoi strali quelli che sento sfiorarmi la nuca. Già già già – forse sono i sensi di colpa. Perché quando non si corre come si vorrebbe, si guarda il mondo in maniera diversa. Soprattutto il cibo. Una fetta di torta, la mattina a colazione, diventa espressione di una vocina che dice: “450 calorie”. Per non parlare di quel piatto di lasagne che campeggia nel menù del ristorante dove si va in pausa pranzo. Anche l’anodino sushi senza salse ha una vocina (“muto come un pesce” non vale, qui) che mi dice “con questo sei oltre le 2000 calorie, bello!”.
Siccome, però, un geekrunner reagisce alle sfide, anche quelle vocali, lisergiche (?), lanciategli dal cibo, allora ecco una proposta: perchè non contare davvero (ce ne sono tanti di contacalorie, in giro) le calorie dei cibi che mangiamo; valutare quelle che ci paiono in eccesso rispetto a un regime di dieta equilibrato, e inserirle direttamente nel Nike+ per un allenamento in modalità “brucia calorie”?
Ancora meglio sarebbe sviluppare una app che lo faccia in automatico: scatti una foto del cibo con l’iPhone e il software (collegato a internet) raccoglie i dati calorici sul cibo fotografato, realizzandoti un allenamento ad hoc. I sensi di colpa avrebbero un altro sapore