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geekrunning testa l’Adidas miCoach

January 27th, 2010

L’Adidas miCoach è, come suggerisce il nome, un sistema completo di allenamento per il running composto da un’unità centrale (che NON legge gli MP3 ma che puo’ essere collegata al vosto player di fiducia, qualsiasi esso sia), un sensore di movimento (per calcolare velocità e distanza) ed un cardiofrequenzimetro, oltre alla web app per la gestione degli allenamenti.

Grazie alla collaborazione con Adidas noi di geekrunning siamo stati in grado di testare il sistema prima della sua effettiva immissione sul mercato e – dai primi giorni di Dicembre – lo portiamo con noi nelle session di allenamento. L’idea e’ di darvi impressioni e paragoni che ve ne facciano capire meglio il funzionamento.

L’Adidas miCoach arriva in due differenti modelli: uno basico (miCoach ZONE – 60 €) che include il solo cardiofrequenzimentro e il sistema completo (miCoach Pacer – 120€)- oggetto del nostro test – dove si aggiunge anche il contapassi per misurare distanza e velocità.

Partendo, da bravi geek, dagli aspetti tecnici vi segnaliamo che il miCoach utilizza per la comunicazione tra i vari sensori il protocollo wireless ANT+, una tecnologia disegnata specificatamente per quelle reti di sensori che abbiano necessità di bassissimi consumi di energia.

Test of the Adidas miCoach

Il cardiofrequenzimetro si presenta come una banda elastica da allacciarsi sul petto, a contatto con la pelle, dove il sensore si trova sulla parte frontale; nonostante i primi dubbi sulla sua effettiva comodità durante la corsa debbo invece dire che – di fatto – quando corri non ti accorgi di indossarlo, non si muove e non da fastidio.

Test of the Adidas miCoach

Il sensore contapassi, quantomeno quello in mio possesso, e’ stato molto preciso nella misurazione della distanza (senza la taratura – che comunque consiglio – ha registrato uno scarto inferiore all’2% rispetto quanto registrato dal sensore – tarato – di Nike+ che ho indossato in parallelo durante i test) e ha l’enorme vantaggio di poter essere utilizzato – a differenza del suo concorrente di casa Nike – su qualsiasi tipo di scarpa (le scarpe da running di Adidas della collezione 2010/2011 che abbiamo visionato includono l’alloggiamento nella suola e adottano un’interessante sistema di ammortizzamento orizzontale sul tallone) in quanto dotato di un sistema di lock sui lacci della scarpa.

Test of the Adidas miCoach

Il Pacer e’ il cuore del sistema e – pur non essendo un lettore MP3 – si collega tranquillamente all’iPod (il sistema cosi’ concepito inizia ad essere un po’ ingombrante, ma non mi ha dato fastidio durante la corsa) e interagisce col runner analizzando la frequenza cardiaca e la velocità di crocera.

Questo e’ l’aspetto che ritengo piu’ cool rispetto a sistemi simili: dopo avere selezionato la tipologia di allenamento sulla web app (perdere peso, imparare a correre, partecipare ad una corsa, etc.) vengono impostate delle session di allenamento “dedicate” dove si alternano differenti sforzi in funzione dell’obiettivo da raggiungere e – durante la corsa – il pacer ti guida, interpolando la tua frequenza cardiaca e la velocità a cui stai correndo, richiedendoti di rallentare o di accelerare – quando necessario.

Le prime volte debbo dire che era quasi inquietante lasciarsi guidare dalla macchina – sono abituato a decidere io il ritmo della corsa, lasciandomi molto guidare dalla musica che sto’ ascoltando il quel momento – ma poi ci si fa il callo (se solo la mia “allenatrice” potesse parlare… quante volte all’inizio le disubbidivo!! :-) .

Purtroppo l’usabilità del sistema lascia un po’ a desiderare, e il non avere un qualche tipo di visualizzazione delle informazioni di certo non aiuta, in quanto mi sono state necessarie un po’ di prove prima di imparare il significato dei vari tasti, e durante la corsa questo puo’ infastidire parecchio.

Adidas miCoach webapp

I dati della corsa vengono poi sincronizzati online dove e’ possibile visionare (le personalizzazioni sono veramente tante) l’andamento del battito mappato su distanza/tempo e il confronto con l’area di rispetto.

Peccato che l’aspetto social della corsa sia stato praticamente dimenticato: non posso sfidare amici, non posso vedere le loro corse (a meno che non le inseriscano all’interno di una pagina web pubblica), non posso creare team di allenamento, … insomma… manca tutto cio’ che ci ha portato ad immaginare che fosse possibile pensare ad un allenamento di un gruppo di persone in tempi e luoghi differenti, ma con un unico obiettivo.

Un insight che vi possiamo dare, e che ritengo sia particolarmente interessante, e’ che la prossima versione del sistema – in uscita nell’autunno del 2010 – prevederà un sensore GPS integrato, in modo da poter registrare in automatico anche i dati georiferiti della corsa. Questa funzionalità trasformerà il miCoach nell’assoluto accessorio di riferimento per il geekrunner :-)

Credo ora possa essere utile, vista la maggiore maturità sul mercato, un confronto all’americana con il principale prodotto della concorrenza, il sistema Nike+. I voti vanno da 1 a 5 dove 5 rappresenta il miglior valore.

Feature miCoach Nike+
Semplicità della prima configurazione 3 4
Semplicità di istallazione 4 4
Precisione dei dati raccolti 4 4
Compatibilità con attrezzatura esistente 5 2
Gestione della batteria 5 2
Costo 120€ 40€
Usabilità del sistema 3 4
Usabilità della web application 4 2
Aspetti Social 2 4

Geekrunning. Review delle prime due release.

January 9th, 2010

Le geekrun sono nate di corsa. Letteralmente. Non poteva che essere così, in effetti.

Siamo solo alla release 1, con un add-on comunque significativo nella 1.1. Andiamo con ordine.

Come dice Matteo, meglio partire in salita, che poi tutto il resto è in discesa. E così è stato.

Come vedete qua sopra, infatti, la geekrun 1.0, più che una corsa, è stata un tentativo di lasciarci alle spalle il gelo che ci incalzava: -4° di temperatura, neve fresca per terra, alito che ti si condensa subito sulla barba. Per fortuna, oltre a correre ce la siamo anche raccontata un po’: i nostri neuroni correvano assieme a noi, scaldandoci. Soprattutto i racconti di Alberto sulle sue solitarie di corsa nel Sahara ci hanno scaldato l’immaginazione. Ma non solo quelli: i confronti fra il sistema Nike+ e quello di Adidas (di cui Matteo scriverà a breve una rece), presentazioni delle reciproche filosofie di vita e professionali, e ovviamente qualche discorso che solo tra uomini si potevano fare, sono stato scanditi dal ritmo dei nostri passi.

Se avete seguito twitter o facebook, avete potuto leggere in diretta quanta adrenalina ci è salita in testa, disegnando sui nostri volti sorrisi che parevano i titoli di coda di un episodio a cui avremmo voluto subito attaccare una lunga serie di sequel.

Ecco perché, dopo 2 settimane, quasi a cavallo della pausa natalizia, si è svolta la geekrun 1.1.

Sempre in salita, ovviamente. Stavolta, i geekrunner si sono radunati a parco sempione per correre 45 minuti di slalom tra le goccioline di pioggia leggera e umidiccia. Con un major upgrade rispetto alla versione base: stavolta si è trattato di una girl geek running!

Vi confesso che la cosa mi ha fatto grandemente piacere. Prima di tutto perché sarebbe stato ben triste confermare il luogo comune che *donne e tecnologia…*, mentre geekrunning vuole avere un respiro ben più ampio e raccogliere i contributi e la passione anche dell’altra metà del cielo. Inoltre, mi ha deliziato il fatto che nessuna di loro abbia pensato di scattare foto: a conferma che *donne e tecnologia…* :-P

PS. la sfida è aperta per l’edizione 2.0, geekrunner milanesi: man vs women! :-)